lunedì, marzo 12, 2007

Dopo un Week end un pò.... difficile pubblichiamo ancora un poco di fuffa.... e allora azione.





Tuffo di tesa, da campione di nuoto, quale aveva aspirato ad essere fino a tre anni prima. La sua passione era l’acqua, fin da piccolo il padre lo portava in piscina per fargli coltivare la sua stessa passione di un tempo. Luca aveva provato di tutto, tutte le specialità, i tuffi, tutti gli stili ed era cresciuta tra scuola e allenamenti. Aveva fatto anche qualche gara, ai campionati regionali di stile libero del 1998 era arrivato anche terzo, ma lo stress era alto e con la fine della scuola e l’inizio del lavoro non era riuscito più a fare tutto. Aveva deciso, seppur a malincuore, di lasciare l’attività semi-agonistica e da allora si era dedicato a dare lezioni di nuoto, ma per hobby. Non voleva dipendere della famiglia, non era un professionista e non ce l’avrebbe mai fatta a mantenersi con lo sport. Orgoglioso com’era, seppur contro il parere negativo del pare, aveva smesso e aveva deciso di lavorare, come amava dire sempre lui “come tutti i comuni mortali”. Stile perfetto, bracciate limpide e in pochi secondi si trovò alle boe che segnavano il limite balenabile del lido. In quei pochi secondi, incavolato nero di non essere riuscito a mantenere il segreto, ce l’aveva con se stesso. Era chiaro che il ragazzo aveva ostilità per Mario e che avrebbe voluto “eliminarlo” silenziosamente, ma poi non ci era riuscito a nascondere la cosa. Intanto pensava, in quelle poche bracciate, che era stato un debole e non aveva saputo lottare. Chiara sulla spiaggia, si girò a pancia sotto sul lettino e prese il cellulare e continuava a guardarlo quasi come se volesse consumarlo. Per un attimo, il suo istinto stava per prendere il sopravvento, avrebbe voluto grdidare parole arrabbiate verso Luca, del tipo ChiCavoloSeiPerIntromettertiNellaMiaVitaNelleMieCose, ma per fortuna stavolta Luca era stato più rapido di lei e si era allonato per buttarsi nell'acqua. Si, in quell'acqua così splendida e maravigliosa che al solo guardarla riusciva a regalarti un pò di pace....In realtà non voleva ammetterlo neanche con se stessa, ma il gesto di Luca e il suo iniziale volerle nascondere la telefonata di Mario, al di là di ogni ingiustificato infantilismo, era comunque un evidente sintomo di gelosia nei suoi confronti, e chissà pure di cos'altro ancora... Chiara, continuava a fissare il suo cellulare, mentre un sorriso un pò inebetito sempre più trovava spazio sul suo viso, quando immprovvisamente incominciò a vibrare e a squillare rumorosamente. Era Mario; dalla sua voce capì subito che era agitato e abbastanza sconvolto...il segnale era molto disturbato, tuttavia fissò meccanicamente, dopo i soliti saluti+convenevoli,le parole del suo amico nella sua testa: "Chiara, sono successe alcune cose e vorrei parlarti, ti raggiungerò domani stesso, cerca di trovare un momento per incontrarci".Chiusa la telefonata, nella testa di Chiara, incominciarono ad affollarsi pensieri confusi....

sabato, febbraio 24, 2007

lo so dispiace dirlo...

Allora quà per l' ennesima volta mi ritrovo a questuare qualche parola...e allora tutto quello che si può trarre da questa situazione è che il racconto non ci/vi appassiona più.
Voglio coinvolgervi ancora una volta, in questa decisione..... La chiudiamo quì ? infondo è anche romantico oni uno può se vuole immaginare la fine che più gli sta a cuore ma mi raccomando che nessuno la racconti! ne perderebbe della poesia!!!
Oppure possiamo proporre un novo racconto, magari una versione due del racconto..... mi spiego potremmo recuperare l' incipit del racconto e si potrebbe così naturalmente fargli avere un nuovo corso.....
Comunque sarà il fatto è che (e questa la capirà solo chi ha leggiucchiato il nostro racconto fino in fondo...)
Siamo all' ultima spiaggia!!!!!!

sabato, febbraio 17, 2007

domenica, gennaio 21, 2007

un pò di fuffa anche da parte mia!!!!!

Salve ragazzi ho pubblicato i pezzi e aggiunto solo un piccolo pezzetto un pò di fuffa sentimentale....
ma da quiì in poi l' imperativo è d' obbligo:
AZIONE!!!!!!!!!
non ho riletto ciò che ho sritto magari poi correggerò gli errori.




‘Hai capito!’ pensò divertito Alberto tra sé e sé ‘a questo qui gli è presa proprio la fissa per Chiara’ poi si accorse che l’idea in fin dei conti non lo divertiva più di tanto, ma intervenne Luca col suo bottino di conchiglie a distrarlo dai suoi pensieri, mentre il telefonino squillava ancora. “E’ il mio?” chiese il ragazzo che già si stava organizzando per posare le conchiglie e frugare nel proprio zaino.“No, è quello di Chiara” rispose Alberto e scrutando l’amico di nascosto, dietro le lenti scure degli occhiali da sole, si era già preparato una frase a effetto tipo ‘che carini, la stessa suoneria!’ giusto per prendere un po’ in giro Luca…Quelle lunghe giornate di mare in fin dei conti erano noiose, chi poteva biasimarlo se voleva divertirsi un po’? Infatti gli sembrò più opportuno aggiungere, sforzandosi di assumere un tono il più casuale possibile, “è Mario.” Ma Luca non gli diede nessuna soddisfazione, erano amici da così tanto tempo che sapeva benissimo che Alberto moriva dalla voglia di stuzzicarlo, ma non gli andava di subire i suoi sfottò, non quando si trattava di Chiara, quindi si sforzò di mantenere il suo volto assolutamente neutrale e non disse niente. Alberto dal canto suo si era già preparato tutta una gamma di modi diversi per pungolare l’amico, quindi rimase un po’ male quando vide che quello non gli avrebbe fornito nessuno spunto. Ma Mario non si rassegnava, il telefono di Chiara continuava a squillare ininterrottamente allora Alberto disse “Bhè valla a chiamare, no?” Luca dal canto suo non ne aveva nessuna intenzione, fra l’altro la ragazza si era allontanata parecchio in mezzo alle onde, il telefonino avrebbe certamente smesso di squillare ben prima che lei fosse riuscita a tornare a riva. Giusto?“No, non mi va di bagnarmi” fu la sua laconica risposta, e mentre quel maledetto telefono non la finiva più di fare casino, si sdraiò sull’asciugamani appoggiandosi sui gomiti.Alberto che aveva capito che sarebbe stato inutile insistere sull’argomento, provò un’altra strada visto che ormai aveva deciso che il suo amico avrebbe dovuto fargli da diversivo.“Ma che c’hai, le tue cose?” gli chiese sforzandosi di restare serio. Luca dal canto suo prima lo guardò come se fosse qualcosa di enormemente patetico, poi gli disse “Sei un sudicio e un porco!” in un’imitazione così perfetta della voce e dei gesti di Chiara che entrambi scoppiarono a ridere senza riuscire a fermarsi per parecchi istanti. Quando si calmarono, notarono che il telefonino finalmente si era zittito. Intanto una splendida bionda in bikini rosso e con tutte le curve al posto giusto, passò a pochi centimetri dal loro e lanciò uno sguardo penetrante direttamente ad Alberto, poi passò oltre e si diresse verso i bar della spiaggia. ‘Finalmente! QUESTO è un diversivo’ pensò Alberto, e si ricordò improvvisamente che quel giorno era stato ai chioschi solo un paio di volte. Lasciò passare alcuni minuti per non fare la figura dell’invasato, poi si alzò e seguì le tracce della bionda. Luca che era abituato a vedere l’amico fare la spola tra gli asciugamani e i bar, notò a stento la cosa, e poi Chiara stava finalmente nuotando verso riva. Proprio in quel momento il suo telefonino riprese a squillare, Luca allora si mise a sedere di scatto, come preso da un raptus improvviso si voltò verso i bar, Alberto già non era più in vista, bene. E Chiara ancora troppo lontana. Con un gesto rapidissimo afferrò il cellulare della ragazza, vide che effettivamente era di nuovo Mario e praticamente gli attaccò il telefono in faccia. Poi premendo il più in fretta possibile i tasti giusti, cancellò le ultime chiamate dal registro e rimise il cellulare al suo posto, quindi si sdraiò come se nulla fosse. Quando Chiara lo raggiunse si mise, ancora grondante, ad ammirare le conchiglie sparpagliate sulla sabbia, senza curarsi minimamente di controllare il telefono. Al bar Alberto aveva raggiunto la sua preda giusto in tempo per sentirla ordinare un cocktail in un greco stentatissimo ‘bene’ pensò ‘straniera anche lei, forse con quel po’ di inglese che so me la cavo, o magari è proprio italiana’. Però riflettendoci si accorse che l’accento della ragazza sembrava decisamente…Russo. Fu come una doccia fredda, possibile che i loro guai li stessero seguendo anche in vacanza? Ma poi ragionando sulla cosa si disse che non doveva essere paranoico, che la ragazza poteva benissimo essere Polacca o Ungherese, che in ogni caso mica tutte le Russe dovevano essere malviventi, che in fatto di sfortuna con le donne aveva già dato abbastanza con Elena e che comunque valeva la pena di indagare. Sempre che i ‘loro’ trafficanti fossero così stupidi da mandargli dietro una ‘spia’ evidentemente pure lei russa. Convinto dai suoi stessi ragionamenti si avvicinò anche lui al bancone e ordinò una birra, mentre la bella bionda si faceva da parte per fargli posto e gli sorrideva. Intanto, in Italia, Mario era seduto nella sua cucina con lo sguardo perso nel vuoto e il cellulare ancora in mano. Gli aveva chiuso il telefono in faccia. Chiara era su chissà quale spiaggia in Grecia con niente di meglio da fare che stare sdraiata al sole e non si era degnata di rispondergli? Tre giorni in compagnia di quei due le avevano fatto passare la voglia anche di un semplice saluto? Deluso e decisamente arrabbiato, Mario abbandonò il telefono sul tavolo con poca grazia, senza minimamente preoccuparsi che potesse rompersi, che richiamasse lei se ne aveva voglia. Magari le avrebbe risposto, se avesse sentito. Uscì dalla cucina per andare a stendersi sotto al condizionatore in compagnia dell’ultimo numero di ‘Fare Vela’, deciso a scordarsi della cazzata che stava per fare. Che se la vedessero da soli quelli lì…
In costiera faceva un caldo boia, il condizionatore pompava tanta aria da raffreddare che il secchio posto sul balcone si riempiva continuamente di acqua da svuotare. Mario stava proprio facendo l’operazione quando gli salì ancor più la rabbia in corpo. -Ma come?- pensava – io qui a lottare contro il caldo e quei tre con le chiappe nell’acqua che non si degnano neppure di rispondere. – Calmandosi però, si accese una lampadina. Rifletteva che non era da Chiara quel comportamento, considerando che la ragazza era sempre così attenta e premurosa. Il suo carattere le impediva di “fregarsene” degli altri, faceva sempre in modo di essere presente quando qualcuno aveva bisogno di lei con un sms, con una telefonata se non poteva esserlo di persona. Perciò era alquanto strano che avesse addirittura chiuso il telefono in faccia. Forse non poteva rispondere in quel momento o era caduta la linea. Allora decise di fare in questo modo, non era il momento di richiamare immediatamente, bisognava sia attendere che si fosse liberata da quella cosa che le impediva di rispondere sia vedere, così per prendere due piccioni con una fava, se era lei a richiamare. Si avrebbe fatto proprio così, la ragazza andava testata. Se richiamava preoccupata, forse era un segnale. Invece di pensare alle cose, Mario si stava perdendo nelle schermaglie d’amore del chiamo/non chiamo, in fondo quella ragazza gli era sempre piaciuta ed un pensierino che prima o poi qualcosa poteva sempre succedere non gli faceva mai abbassare la guardia nel calcolare i suoi comportamenti. Fantasticava che una volta tornata dalla Grecia, fosse lei a chiedergli di vedersi da soli per parlargli. Ma Chiara aveva richiesto un posto tranquillo, tipo casa sua, e lì aveva confessato che in Grecia aveva capito che lui gli mancava e che forse c’era sempre qualcosa che le impediva di vedere chiara la verità. Erano bastate quattro parole che lui non aveva capito più nulla e con impeto da vero uomo l’aveva baciata appassionatamente. Mentre si perdeva in questi sogni deliranti quanto impossibili, fu distolto da un squillo di telefono. Sulle prime cominciò a balzargli il cuore in gola, era Chiara che lo chiamava, in una frazione di secondo aveva collegato lo squillo a Chiara al suo ritorno, non vedeva l’ora di rispondere. Fatti tre squilli si accorse che non si trattava dal cellulare ma del cordless, cominciò a girarsi in torno, a cercarlo, come sempre lo trovava e l’ansia saliva. Correndo e agitandosi per trovarlo nei cuscini del divano letto del monolocale dive viveva, finalmente al settimo squillo lo trovò e rispose trafelato e urlando:- PRONTO !!! –- Mario … - Voce femminile – ma che fai non rispondi stavo quasi per attaccare pensando che fossi uscito!- Cara Zia… cosa c'è? mi ero appisolato un attimo? -- No Amore, volevo solo sapere se venivi a pranzo. – rispose lazia Carla timidamente, ma non senza qul tono inquisitorio di chi minaccia..."guarda che dico tutto a tua madre!...."- Non lo so poi vedo,avrei un pò da fare, cioè non posso, ci sentiamo dopo. Ok non vengo, ci sentiamo domani!- E chiuse il telefono senza che la zia Carla potesse sapere cosa avesse di così importante da fare da saltare il pranzo della domenica . Pure Zia Carla adesso – pensò stendendosi quasi esausto sul divano blu – che cretino che sono, Chiara chiamarmi sul fisso, non sa neppure il numero. Sono proprio un idiota, io le strategie, il telefono, le mie speranze. Agire cazzo, sono un uomo! Non sono più un patetico liceale inesperto, che non sa neppure cosa fare quando una ragazza lo interessa. Agire cazzo, ma perchè è sempre così difficile? -Intanto in Grecia, Chiara, dopo aver guardato le conchiglie e scelte quelle più belle per farsi una collana, inforcò gli occhiali e si stese di nuovo sotto il sole. - Continua a rosolarsi, vuole diventare giamaicana e farsi i rasta ?- pensava Luca guardandola sul lettino. Allora per distrarla cercò di imbastire un discorso quanto più lontano da Mario fosse possibile, pensò a quello che poteva dire per evitare che le venisse in testa qualunque cosa che riguardasse l’Italia e così lui, allora gli venne i mente di chiederle
-vuoi che ti spalmo un pochino di crema?così ti scotti!
Chiara meravigliata da questa offerta porge la crema a Lucail quale imbarazzato comincia a spalmare di crema
-la situazione è propizia - Pensa Luca.
-Che ne pensi di questa vacanza?. la butt lì
- Mi ci voleva proprio dopo titto ciò che ci è capitato .... solo che qualche volta mi spiace....
-Di cosa ti spiace?
- Beh... mi dispiace per Mario che è rimasto da solo..... non ho provato nemmeno a Chiamare.....
Di colpo Luca smette di spalmare la crema e dice di getto:
-ah, si quell' impiastro...
-come non ti è simpatico?- dice come se non sapesse o non si fosse accorta di ciò che le succedeva intorno- perchè hai smesso adesso si fanno le macchie devi continuare....
Ma Luca non ne volle più sapere di spalmare la crema e aggiunse quasi con cattiveria
- l' impiastro ha chiamato mentre tu eri in acqua ma io ho pensato che fosse meglio non disturbare la nostra vacanza...
e così dicendo senza aspettare alcuna risposta da Chiara che a dire la verità era rimasta di stucco da questa risposta, si butta in acqua.

domenica, dicembre 31, 2006

SEMPLICEMENTE!

BUON ANNO!!!!!!!

mercoledì, dicembre 27, 2006

EWWIVA

Carissimi blogaffezzionati Babbo Natale nella sua infinita bontà ci ha portato un nuovo pezzo di storia in dono!
Un poco esotico e con molti spunti!
forzaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa




Intanto, nella sua casa messa a soqquadro, Luca riordinava le idee.”Alla fine hanno portato via solo il case del computer, dove io non ho granché d’importante. Avrebbero dovuto immaginare che i dati più importanti sulla Abra&co. sono sul pen-drive che ho sempre con me. Quindi è solo un avvertimento questo sfascio che mi hanno procurato in casa. Ma non bastava quello di Formia? Oppure sono ladri comuni quelli che sono entrati in casa: hanno preso quel che c’è di maggior valore, il PC, ed hanno messo tutto a soqquadro nel tentativo di trovare qualcos’altro di loro interesse. No, non è possibile, il mio schermo al plasma vale molto di più del case del computer, eppure è ancora lì”. E focalizzando meglio lo schermo poggiato sbilenco sulla scrivania, curiosamente semicoperto dal suo accappatoio e dalla sciarpa di tweed regalatagli dalla madre per il Natale di qualche anno fa, vide Chiara seduta lì affianco che piangeva sommessa con la testa tra le mani. Vide anche Alberto lì vicino che la consolava accarezzandole meccanicamente i capelli e le parlava piano. Si avvicinò per consolare anch’egli Chiara, ma in realtà rimase in piedi in silenzio dinanzi ai due. L’unica voce nella stanza, a parte quelle di sottofondo dei carabinieri ora a setacciare il bagno, era quella di Alberto.- Non fare così Chiara, è tutto a posto. Sono sicuro che anche Luca è d’accordo con me. L’unica cosa da fare è prendersi una vacanza tutti e tre e lasciar perdere una volta per tutte questa maledetta storia di Montepertuso. Tu eri già fermamente d’accordo a non interessarci più di questa faccenda. A Luca lo facesti anche giurare. Oggi, alla vista di questo sfacelo, hai avuto uno scatto d’ira che ti ha fatto cambiare opinione tutto d’un tratto, ma sono sicuro che, quando ti sarai calmata del tutto, sarai ancora dell’opinione di mollare tutto. -Dopo un minuto di silenzio, con Luca immobile in piedi di nuovo perso nei suoi pensieri e Chiara ancora a singhiozzare, Albero continuò:- Io ho una proposta. Oggi è il 3 Luglio, tra 7 giorni sarei dovuto partire per Patmos con Elena: 15 giorni lontano da tutto e da tutti. Luca lo sa bene perché mi prese lui i biglietti. Tuttavia ultimamente io ed Elena, diciamo così, siamo in freddo. I biglietti che ho sono per due, ma sono convinto che tu o Luca non avreste problemi a trovare un posto per una terza persona. Che ne dici? –- Alberto, ma come ti viene di pensare alle vacanze, qui, ora – singhiozzò Chiara.- E perché no? Io sono convinto che tutti e tre abbiamo proprio bisogno di una vacanza. E poi, se è vero che siamo nel mirino di trafficanti russi o chissà chi altri, una vacanza sarebbe proprio l’occasione di manifestare chiaramente che alziamo bandiera bianca. Qualunque intrigo ci sia sotto questa storia, è compito della polizia occuparsene. Il nostro dovere di cittadini noi lo abbiamo già compiuto. Abbiamo già raccontato tutto quel che sapevamo alla polizia. Giusto, Luca? –Luca ruotò lentamente gli occhi verso Alberto. Non disse nulla, solo inarcò leggermente il sopracciglio sinistro.CAPITOLO 8Nel pomeriggio, con il sole che scintillava sugli scogli bruni e di riflesso infuocava ancor di più la sabbia color avorio, la spiaggetta a Nord-Est dell’isola si faceva pressocchè deserta. Kampos era un minuscolo villaggio di pescatori, l’ultimo avamposto di civiltà prima che mare, rocce ed agavi prendessero totalmente il sopravvento.Il pomeriggio sarebbe probabilmente trascorso come già nei primi due giorni per i tre amici. Chiara a rosolarsi al sole, vincendo il pudore e rubando al bikini sempre più cm di pelle scoperta; Luca a camminare su e giù, a destra ed a manca a caccia del sasso o della conchiglia più bella ed Alberto a lamentarsi per il caldo, cercando ristoro nella taverna sulla spiaggia, di cui apprezzava soprattutto degli strani gelati alle spezie: anice e cannella erano i suoi gusti preferiti. Gli ricordavano due donne. La cannella era Elena, piccante ed aggressiva. L’anice era Chiara: quando si stendeva ad abbronzarsi affianco a lei, la sua pelle indorata dal sole odorava esattamente di anice. Nel complesso i tre amici parlavano poco l’uno con l’altro, sembrava che avessero bisogno ciascuno di percorsi personali e non condivisibili per mettersi davvero alle spalle la brutta storia della caverna di Montepertuso.Quel terzo pomeriggio di vacanza non passò però esattamente come i primi due. Luca era sì in giro a cercare pietre, Chiara aveva interrotto la sua maratona abbronzante con un rapido tuffo ed Alberto già bramava l’ombra della taverna, quando dalla borsa di Chiara Alberto vide lampeggiare una lucina, il telefonino. Curioso aprì furtivo la borsa e diede uno sguardo al display:- Mario?! …

sabato, dicembre 23, 2006

allora diventa quasi ufficiale

questo blog in agoonia da ormai troppo tempo.... fore non può più suscitare e mozioni nei suoi frequentatori e allora sta per chiudere i battenti.
Credo sia arrivato il momento di mettervi , cari exblogfrequentatori , difronte ad una dura decisione:

chiudiamo la storia dei nosti eroi lasciando così poeticamente le loro vite appese ad un filo e come nello spirito dell' idea del blog ogni uno di voi si traccerà una traiettoria delle loro vite.

oppure, come auspico, cerchiamo un poco di tempo ed entusiasmo per intreccire una storia che magari rapidamente porta alla fine della storia.
sicuro di essere letto.